Dizionario

Optometria

L’optometria è la scienza della visione ed il suo approccio con le problematiche visive di tipo funzionale e non medico. L’Optometrista è il professionista specializzato nel trattamento funzionale dell’apparato visivo. Non si limita a verificare un’eventuale difetto visivo, ma eseguendo una completa analisi visiva è in grado di prescrivere il miglior sistema correttivo per l’utente finale. Infatti, tiene conto di tutti gli aspetti comportamentali del soggetto (tipo di lavoro/studio, postura, ore di impegno visivo, precedenti, hobbies, ecc.) e di tutte le modifiche visuo-motorie che la nuova prescrizione andrà a creare (stima delle distanze, stima della profondità, eccesso o insufficienza di convergenza, problemi accomodativi, ecc.).

Ecco elencati qui di seguito alcuni termini usati dall’optometrista ed il loro significato

Acuità visiva
L’acuità visiva è la misura della sensibilità del sistema visivo, la capacità visiva di discriminare tutto ciò che ci circonda ed è espressa sotto forma di “frazione di Snellen”, una frazione dove il numeratore indica la distanza d’esame mentre il denominatore indica la distanza alla quale la lettera letta dal paziente sottende 5 primi d’arco. La visione normale in Italia è espressa in 10/10.

Ambliopia
A volte definita “occhio pigro” identifica una visione ridotta rispetto alla norma. Di solito è monolaterale (a carico di un solo occhio), raramente bilaterale. Si considera ambliope un occhio che nonostante la miglior correzione non raggiunga i 7-8/10 di AV. Il trattamento più moderno è quello della stimolazione attiva per mezzo di specifici stimolatori e di esercizi da effettuare a casa o in studio. Il sistema del bendaggio quasi perpetuo quale unico rimedio rischia di rovinare l’occhio migliore che viene bendato per troppo tempo. Il bendaggio, se ben fatto e se coadiuvato da altre metodiche consente risultati in 30 giorni di utilizzo. Se entro tale tempo non sono stati raggiunti risultati apprezzabili è meglio sospendere e alternare con altre metodiche, riprendere comunque gli esercizi e fare nuovi tentativi successivamente. Le possibilità di recupero sono legate all’età del bambino. Prima si comincia e meglio è.

Astenopia
Sono un’insieme di sintomi e segni che stanno ad indicare una sofferenza del sistema visivo. Spesso è il campanello d’allarme che si mette in evidenza in presenza dello stress visivo. I sintomi ed i segni più ricorrenti dell’astenopia sono: mal di testa localizzato sulla fronte o sulle tempie con insorgenza tardiva ed assente durante i giorni di vacanza. Ancora si può avere bruciore oculare, rossore oculare, lacrimazione, fotofobia, sfuocamenti transitori dell’immagine, nausea, vertigini, visione doppia, ecc. L’astenopia si manifesta in presenza di ametropie. Una correzione adeguata con occhiali o lenti a contatto oppure esercizi di Visual Training sono i metodi più idonei a risolvere tali problemi, a volte vengono adottati entrambi i sistemi con ottimi e definitivi risultati.

Astigmatismo
L’occhio è astigmatico quando presenta due diversi meridiani, posti a 90 gradi l’uno rispetto all’altro, che producono una messa a fuoco differente delle mire osservate. I meridiani possono essere uno miope o ipermetrope e l’altro emmetrope determinando un astigmatismo semplice oppure entrambi miopi o ipermetropi di valore diverso e causare un astigmatismo composto o misto se uno è miope e l’altro ipermetrope. L’astigmatismo provoca la mancata messa a fuoco delle immagini, a prescindere dalla distanza. L’occhio astigmatico ha la possibilità di minimizzare l’annebbiamento mediante l’accomodazione o la messa a fuoco in modo da portare il cerchio di minima confusione sulla retina, oppure di focheggiare continuamente. La correzione per l’astigmatismo è effettuata con una lente con potere diottrico orientato in una particolare direzione detta correzione cilindrica.

Diottria
La diottria è l’unità di misura del potere delle lenti e dei corrispondenti difetti visivi. Pertanto si dirà che quella lente è di una diottria (+1.00) se il suo potere fa convergere i raggi ad un metro, dove appunto si trova il suo fuoco, e sarà in grado di aumentare la potenza dell’occhio appunto di una diottria. Per la miopia occorreranno diottrie negative per ridurre la potenza dell’occhio (es. -1.00). Esistono anche le diottrie prismatiche che si ottengono con i prismi o con il decentramento di una lente graduata (ecco perché è importante il centraggio dell’occhiale).

Emmetropia
Emmetropia è il termine tecnico per definire un occhio che non presenta difetti ottici e sulla cui retina si forma un’immagine nitida.

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Occhio emmetrope in visione da lontano
L’immagine di un oggetto lontano si forma sulla retina e l’oggetto è visto nitido senza fare nessuna accomodazione con il cristallino.
Occhio emmetrope accomodato in visione da vicino
Il cristallino modifica la sua forma, accomoda. Un’immagine netta di un oggetto ravvicinato si forma così sulla retina ed è visto nitido.

Insufficienza di convergenza
Rappresenta la condizione in cui i due occhi faticano a convergere su uno stimolo che si avvicina. Si considera normale una distanza minima di 6-8 cm dalla radice del naso prima che intervenga la diplopia (visione doppia). Infatti, se i due occhi non riescono a convergere sullo stimolo, esso verrà visto doppio. Se la diplopia si presenta a distanze maggiori dai 6-8 cm dalla radice del naso, tale situazione rappresenta un’insufficienza di convergenza. Tanto più lontana si manifesta la diplopia, tanto più alta è l’insufficienza di convergenza. Il suo trattamento avviene unicamente per mezzo di idonei esercizi di Visual Training.

Ipermetropia
L’ipermetropia è definita come l’incapacità di vedere da vicino. Un occhio è ipermetrope quando il punto remoto si trova in un punto virtuale situato posteriormente all’occhio. In generale l’occhio ipermetrope è troppo corto rispetto alla sua potenza, allo stato rifrattivo dell’occhio normale (cioè occhio emmetrope, occhio che non necessita alcuna correzione ottica), oppure il potere ottico dell’occhio è troppo basso rispetto alla sua lunghezza. L’ipermetropia è corretta utilizzando lenti positive o lenti convesse. Queste lenti sono spesse al centro e sottili al bordo, fanno vedere ingrandito e muovendole davanti agli occhi determinano uno spostamento dell’immagine osservata opposto al movimento praticato.

Miopia
La miopia è definita come l’incapacità di vedere oggetti da lontano. Un occhio è miope quando il punto remoto, punto sulla retina sul quale sono messi a fuoco gli impulsi luminosi provenienti da un oggetto, è situato ad una distanza finita anteriormente all’occhio. La miopia può essere dovuta sia ad una lunghezza oculare eccessiva rispetto al potere ottico dell’occhio (miopia assiale), sia al potere ottico dell’occhio troppo elevato rispetto alla lunghezza dell’occhio normale (miopia rifrattiva). La miopia si corregge con una lente negativa o lente concava. Queste lenti sono spesse al bordo e sottili al centro, fanno vedere rimpicciolito e muovendole davanti agli occhi determinano uno spostamento dell’immagine osservata dalla stessa parte del movimento effettuato.

Miopia funzionale (Tardiva)
Viene definita così quella miopia che insorge solitamente dopo i 16-18 anni d’età e la cui molla scatenante è lo stress visivo causato da una distanza di lavoro/studio eccessivamente corta. Sovente il carico accomodativo richiesto a distanze incredibili (come 12-20 Cm.) per studiare, scatena la risposta dell’organismo per sostenere lo sforzo. L’organismo cede allo stress e si adatta. La miopia, in tal caso, risolve il problema da vicino, pur sacrificando la visione per lontano. Infatti, un occhio miope usa meno accomodazione rispetto ad un occhio non miope, durante il lavoro per vicino. La correzione di tale miopia con occhiali o lenti corneali non è la soluzione migliore; mentre esercizi, sistemi educativi della visione e del comportamento, risolvono il problema ed eliminano o riducono la miopia prodottasi.

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L’occhio umano

L’Occhio può essere paragonato, in modo molto semplificato, ad una telecamera che presenta un obiettivo fatto da lenti che permettono di mettere a fuoco le immagini grazie ad un sistema autofocus. Le informazioni vengono, quindi, registrate su una videocassetta e/o trasmesse tramite un cavetto.

Nella figura è rappresentato un occhio con le sue lenti (Cornea e Cristallino), la sua “videocassetta” (Retina) e con il suo cavo di collegamento (Nervo Ottico)

1. CORNEA: lente N°1 dell’occhio, è molto trasparente, posta davanti all’iride.
2. UMOR ACQUEO: il liquido che dà pressione all’occhio e che si trova tra l’iride e la cornea.3. IRIDE: il diaframma colorato dell’occhio, delimita la pupilla (2-8 mm).
4. CRISTALLINO: lente N°2 dell’occhio (l’autofocus).
5. UMOR VITREO: un “gel” prevalentemente di sostegno.
6. RETINA: è la parte nervosa, la pellicola, la”videocassetta” dell’occhio. (6-7 milioni coni 115-120 milioni bastoncelli)
7. SCLERA: la struttura di sostegno, ricoperta anteriormente dalla congiuntiva
8. NERVO OTTICO: il cavo di connessione al cervello composto da 600-800 mila fibre
9. PAPILLA OTTICA: l’inserzione del nervo ottico al bulbo oculare, qui non c’è visione, è anche detta macchia cieca
10. MACULA: l’area più sensibile della retina al centro della quale si trova la fovea
11. ARTERIE retiniche
12. VENE retiniche.

 

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EMMETROPIA
Prima di tutto si deve parlare dell’EMMETROPIA che non è altro che un occhio che vede bene da lontano perché le immagini del mondo esterno si mettono a fuoco esattamente sulla retina. Per vedere bene le cose da vicino l’occhio ha bisogno di un sistema di messa a fuoco (una specie di autofocus) che è in pratica costituito dal cristallino e che fa aumentare la potenza dell’occhio.

 

MIOPIA
Quando si ha la MIOPIA succede che l’occhio cresce più del previsto, od è più potente, in modo tale che le immagini poste in lontananza si focalizzano davanti la retina, nel corpo vitreo.La parola miopia deriva dal greco che vuol dire “occhio socchiuso”: il miope, infatti è conosciuto per l’estrema facilità con cui strizza gli occhi quando vuol guardare lontano.

 

IPERMETROPIA
L’IPERMETROPIA, è l’opposto della miopia, è dovuta ad un occhio troppo corto rispetto al normale e, per questo, è un difetto frequente nei bambini che non sono ancora cresciuti, o meno potente.

 

ASTIGMATISMO
L’ASTIGMATISMO è un difetto dovuto al fatto che la cornea, la principale lente dell’occhio, è deformata. Normalmente dovrebbe essere di forma sferica come un pallone da calcio ma, a volte diviene più schiacciata come un pallone da rugby.

 

 

RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE

E’ bene ricordare che le radiazioni ultraviolette (UV) sono nocive, sono una parte invisibile dello spettro che occupa il settore compreso tra 10 e 400 nanometri ( nm ), oltre i 700 nm ci sono gli infrarossi.

L’UV può essere suddiviso in UV vicino (380-300 nm), UV lontano (300-200 nm) e UV estremo (200-4 nm). Quando viene considerato l’effetto dei raggi UV sulla salute umana, la gamma delle lunghezze d’onda UV viene in genere suddivisa in UV-A, UV-B e UV-C.

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Un occhiale da sole deve essere soprattutto protettivo, non basta che abbia Lenti scure,anzi se queste non bloccano i raggi ultravioletti possono causare maggiori danni, Infatti le pupille dilatate per la minore luminosità fanno entrare nell’occhio una maggiore quantità di radiazioni UV.

LUCE VISIBILE

La retina umana è sensibile ad un piccolissimo intervallo di frequenze, che abitualmente chiamiamo luce. La luce bianca che impressiona il nostro occhio, i fotorecettori della nostra retina, altro non è che una sovrapposizione di radiazioni elettromagnetiche con lunghezze d’onda comprese tra i 400 e i 700 nanometri (10-9 metri).
A diversi colori (radiazioni monocromatiche) corrispondono lunghezze d’onda diverse.
Gli oggetti, illuminati dalla luce bianca del sole, ci appaiono di colori diversi a seconda della frazione di radiazioni monocromatiche che riflettono.